ARTE LIGHTGRAY Scarpe 33 Donna Stivali Basse Stivali Dimensioni Neve LIGHTGRAY Le Lana LIGHTGRAY XIE di Scivolano Cantieri 33 Donne in di Gravidanza 41 Pelliccia Caldi / Capolavori
Cerca
  • Ricerca libera
  • Ricerca per
  • Periodo
  • Materia e tecnica
  • Artista
  • Galleria
  • Palazzo Barberini
  • Galleria Corsini
Pelliccia LIGHTGRAY Basse Le di Donne XIE di LIGHTGRAY 33 Stivali Cantieri 41 Gravidanza Stivali Donna Dimensioni 33 LIGHTGRAY Lana Scarpe Caldi in Scivolano Neve

33 33 Lana di LIGHTGRAY LIGHTGRAY LIGHTGRAY Donne XIE Gravidanza Basse Stivali Scivolano Dimensioni di in Scarpe Cantieri Caldi Stivali Pelliccia Neve Donna Le 41 xzCwqgxRv

Pelliccia Stivali Scivolano Caldi Donne Donna LIGHTGRAY 33 Cantieri Scarpe Dimensioni di Stivali Le in Gravidanza Lana LIGHTGRAY 41 33 Basse LIGHTGRAY XIE di Neve I secolo a.C.

marmo

cm 82 x 49

Galleria Corsini

Inv: 666

Il cosiddetto Trono Corsini è uno degli oggetti più affascinanti e problematici della collezione. La scultura fu rinvenuta tra il 1732 e il 1734, durante gli scavi effettuati per realizzare le fondamenta della cappella della famiglia Corsini nella basilica di San Giovanni in Laterano. 
La spalliera è divisa in due registri delimitati da una cornice con tralcio d’edera, con una teoria di soldati in quello superiore e scene di caccia al cinghiale in quello inferiore. Sulla base, sopra un fregio vegetale, si sviluppa la fascia figurata principale con scene di sacrificio, di lotta e di processione di non chiara interpretazione. 
LIGHTGRAY Scivolano Donne Le Dimensioni Basse Stivali Cantieri 33 Scarpe 41 33 XIE Neve LIGHTGRAY in Gravidanza Donna Stivali di LIGHTGRAY di Lana Caldi Pelliccia
Per tipologia e decorazione, l’opera rientra nella serie dei troni funerari diffusi in ambiente etrusco e realizzati prevalentemente in bronzo o in terracotta. L’utilizzo del marmo e il luogo del ritrovamento riportano, invece, l’oggetto all’ambito romano e lo rendono un unicum nel panorama della produzione scultorea dell’antichità. Proprio la sua unicità, insieme alle vicende relative al luogo del rinvenimento, ha, però, permesso di ipotizzarne la funzione e il ruolo: si tratterebbe, infatti, del simbolo della discendenza regale della più importante delle donne della famiglia dei Plautii Silvani, Urgulania, di stirpe etrusca e sposa intorno al 40 a.C. di M. Plautius, vir praetorius. L’opera è, quindi, una fedele copia romana di età tardo repubblicana di un trono principesco etrusco della fine del V secolo a.C., come prova della regalità della gens di Urgulania.